<$ Signora dei vicoli scuri dal vecchio cappotto sciupato Eppure dovrei esserci abituata, ormai. No, non a passare la domenica sera in preda a uno dei miei interminabili viaggi mentali, questo in effetti mi mancava. Parlavo del disilludermi, e di tutto ciò che ne consegue.
Asciugati gli occhi e sorridi, c'è un altro Natale alle porte...
Non senti le grida e le voci e qualcosa di strano nell'aria?
Anche i muri ingrigiti dei vicoli splendono sotto la luna
Ti ricordi, c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo
E la sera ci facemmo un bicchiere di scura ed un giro di walzer
Con tanti saluti ad un altro Natale.
Signora dei vicoli scuri, abbracciami forte stasera
Anche i gatti festeggiano a volte e cantano sotto le stelle.
Dimentica il freddo le lacrime e le scarpe coperte di fango
E il destino di un vecchio ubriacone cullato dal canto del vento...
Ti ricordi, c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo
E stasera ci faremo un bicchiere di scura ed un giro di walzer
Con tanti saluti ad un altro Natale.
Signora dei vicoli scuri, non mollare la lotta
Verranno momenti migliori, il tempo è una ruota che gira.
Vedremo le rive del mare in un giorno assolato d'estate
Scoleremo cinquanta bottiglie al riparo di un cielo lontano...
Ti ricordi, c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo
E stasera ce ne andremo a ballare per strade e a brindare un saluto
E un cordiale 'fanculo ad un altro Natale...
In questo momento la vorrei anch'io, una favoletta di Natale. Una di quelle, che so, in cui c'è una protagonista scettica e disillusa che, per effetto di qualcosa di straordinario e straordinariamente banale, alla fine si ricrede e torna a sorridere. Guarda, la magia del Natale è entrata nel tuo cuore! Dio, che ridere.
Leggetemi una favoletta di Natale, vi prego...se non altro scoppierò a ridere al solo pensiero che è fatta perché qualcuno, possibilmente dai dieci anni in giù, ci creda.
(sia maledetta l'impostazione "brani casuali" del media player. Con Goodbye my lover in sottofondo, se riesco a finire questo post senza sentire il bisogno di una lametta ben affilata vuol dire che forse, in fondo, c'è ancora speranza)
Mettiamola così: io non lo so cosa mi ero immaginata, davvero, non riesco proprio a capire come ho potuto permettermi di nutrire certe speranze...ma, comunque stiano le cose, di certo non mi aspettavo che degenerassero così in fretta. Sì, sì, ho detto proprio degenerare, non finire...in fondo nulla si è chiuso o riaperto, è solo che va male, e senza un motivo ben definito e non riconducibile a disinteresse o incapacità.
Quando una persona ti ferisce in modo inaspettato, cosa fai? O meglio, cos'è giusto e legittimo che tu faccia? Reagisci apertamente rischiando di causare ancora più danni di quanti ne potresti effettivamente sopportare, o metti tutto a tacere illudendoti che non si ripeterà più, visto e considerato che tutto faceva presagire il contrario del peggio? Me la sto ancora facendo, questa domanda. Davvero, non so cos'altro potrei fare adesso, se non peggiorare la situazione.
Disinteresse ed incapacità, si diceva. Ok, allora. Se sono così incapace tanto vale aspettare che tutto vada a posto da sè, o che qualcun altro intervenga...il che sarebbe decisamente rassicurante da sperare, se non fosse che ogni volta che ci provo nella mia testa scatta qualcosa che dalla modalità pensiero confortante mi fa passare alla certezza matematica che non succederà mai e poi mai.
Ovviamente, il processo è irreversibile; l'unico modo possibile per tornare al punto di partenza lo conosco io e non serve spiegarlo in questa sede, vi basti sapere che la certezza matematica di cui sopra vale anche per le possibilità che questo succeda.
Tutto questo, per dire che lo so benissimo che dovrei disilludermi, lasciar perdere, dimenticare che certe cose siano mai successe...e tutto quello che seguirà, per tentare una patetica spiegazione del perché non l'ho ancora fatto.
Perché sono una bambina: in quanto tale non mi rassegnerò finché non avrò sentito, da qualche parte, la parola fine detta forte e chiara...e forse neanche dopo, anche se a livello di pura e semplice utopia.
Perché i bei ricordi non si buttano via tanto facilmente, e certi bei ricordi mi impediscono di essere troppo ostinatamente cinica. Non che sia un bene, intendiamoci...ma neanche l'alternativa lo è, quindi.
Perché io ci ho visto davvero qualcosa di buono, in tutto questo, e sono sicura di non essermi ingannata...c'era, era sotto gli occhi di tutti e, forse sbagliando, non abbiamo mai dubitato più di tanto che ci fosse.
Tutti i miei ricordi eccetto quelli più recenti mi dicono che non può finire così, non dopo tutto quello che c'è stato e che prometteva, in potenza, di esserci.
Per consolarmi mi ripeto che certe cose non accadono per caso, che per agire in un certo modo bisogna volerlo almeno un po', è impossibile farlo per puro imbarazzo o cortesia. No, mi rifiuto di credere che certi comportamenti non siano almeno in minima parte voluti...e se anche non lo fossero, tutto dimostrerebbe comunque che la persona che li mette in atto è come minimo una bella persona.
Che è quello che ho sempre creduto, dopotutto.
A questo punto c'è una cosa che dovrei specificare. Dovrei spiegare per bene come mai difficilmente dirò di amare qualcuno, e all'opposto già adesso ci sono più persone che adoro. Dovrei spiegarvela, sì, la differenza...ma non ne ho la forza, nè le parole. Prendetelo così, tutto quel che dirò, come se vi avessi davvero messi in grado in grado di capirlo alla perfezione...e se ci riuscirete, allora grazie, grazie.
Insomma, dicevamo. Una bella persona. Bei ricordi. Sì.
Dieci minuti che poi sono diventati venti.
Quello di fisica ancora al bar, e la mia balla colossale ("prof, scusi il ritardo, ero a far fotocopie") che per fortuna non è servita. Chissà qual era la sua, di balla colossale.
Sentire che non esisteva nient'altro a parte me, e lui, e qualsiasi cosa stessimo dicendo, anche la più stupida o banale o insensata.
Aver cominciato mille discorsi e averne finiti poco più di uno.
Il cd.
Tornare in classe con un sorriso a trentadue denti e sedermi accanto a un'amica che sorride ancora di più e chiederle che cos'ha e sentirla rispondere che è perché è sicura che andrà tutto bene, "è per come ti guarda, sai..."
E io che non l'avrei mai saputo dire, com'è che mi guardava.
Per tutte queste cose e per molte altre, non può che essere una persona che adoro.
E non lo so, davvero, che cosa fare. Quindi non farò niente. O almeno credo.
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To all the ones who tried the most, was I supposed to cheer your efforts? Sorry that I chose so poorly, golly gee am I the poster girl?
(she's the kind of girl who looks for love in all the lonely places. the kind who comes to poker pockets stuffed with kings and aces. she's the kind of girl who only asks you over when it's raining, just to make you lie there catching water dripping from the ceiling.)