I told you that I was trouble, you know that I'm no good

<$

(on air: la Amy, che ci sta sempre. Ricordarmi di fare il cd, ricordarmi di fare il cd, ricordarmi...al diavolo, non ho nemmeno comprato i cd vuoti.)

Comunque.
Non sono per niente soddisfatta del mio stato d'animo attuale.
Tanto per cominciare dai sintomi più recenti, non so quanto opportuno sia stato risolvere la totalità del mio pranzo nell'ultimo fatale agguato alla vaschetta di gelato che tengo in freezer per i tempi bui; ma essendo questi tempi non esattamente luminosi, e visto che non ne era rimasto poi tanto, e visto che fa caldo e non avevo voglia di zuppa di verdure bollente, tenterò di sospendere il mio giudizio almeno per questa volta.
(che poi, io mi lamento quasi quotidianamente di quanto ogni mio patetico sbalzo d'umore trovi la sua degna conclusione in una montagna di cibo, ma forse non mi rendo conto che in fondo non esagero poi così tanto, e che se davvero volessi potrei fare di molto peggio. Forse oggi non me ne rendo conto perché sono sconvolta e turbata, ecco. Però, però...)
(sto recuperando bevendo caffè amaro, comunque. E non per masochismo, semplicemente ho dimenticato di mettere lo zucchero e non ho voglia di alzarmi di nuovo. Che genio.)

Cazzo, sì, ecco: sono sconvolta-e-turbata. Sento che la Legge della Sfiga è in agguato e temo di sapere benissimo come colpirà stavolta, ma non c'è modo di evitare la tempesta o accelerare il corso delle cose, quindi per ora me ne sto qui a sconvolgermi e turbarmi e mangiare gelato. E ok, mi rendo perfettamente conto che una frase del genere fa tanto ovvietà-alla-Grey's-Anatomy, ma vogliamo lasciar perdere per favore? Che del motivo di tanto sconforto non ho poi tutta 'sta voglia di parlare, tanto a che servirebbe, eh? Nessuno può farci nulla, perlomeno nessuno che stia dalla mia parte. Tanto ormai mi sono rassegnata a laurearmi nel duemilamai, quindi di che mi preoccupo, eh.

Poi si sarebbe anche fatta l'ora di tornare a lavoro, per dire. Però se ho cominciato questo post non era per scrivere le puttanate soprastanti ma una ben peggiore, quindi non sia mai che me ne vado senza aver assolto il mio compito.
Sono troppo sconvolta-e-turbata per pensare a questo, forse, però prima che mi passi di testa, ecco, vorrei solo dire che mi sono resa conto da poco di quanto in realtà io ci abbia creduto.
A you're the colour, you're the movement and the spin e al giorno in cui l'ho scoperta e la mettevo sempre in repeat, fino a rischiare di far tardi per uscire perché non volevo spegnere prima che fosse arrivata un'altra volta alla fine.
A Miss Vincent.
A quello che sembrava impossibile, e poi possibile, e poi impossibile di nuovo, e così via finché non s'è perso del tutto.
Al caso, alla fortuna, al destino.
Perché lo so che non sono una persona facile, ma ci credevo davvero, e se c'è mai stato un modo per superare la mia non-facilità, so che era quello. Lo so per certo, e so anche che non si ripeterà mai più.

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irisbellamy ha scritto in sfiga days, not ordinary madness @  14:42
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(she's the kind of girl who looks for love in all the lonely places. the kind who comes to poker pockets stuffed with kings and aces. she's the kind of girl who only asks you over when it's raining, just to make you lie there catching water dripping from the ceiling.)

ABOUT ME
Iris Trouble Bellamy. Ventidue anni all'anagrafe, quindici senza trucco in faccia, come età mentale a volte diciotto e a volte quaranta ma mai al momento giusto. Risparmiatevi la fatica di etichettarmi: sono troppo vecchia e grassa per essere emo, troppo fèscion per dirmi alternativa e troppo stramba per essere qualunque altra cosa. Se proprio non potete farne a meno chiamatemi "maledetta rompicoglioni", che poi è la verità.
Ebbene sì. Parlo come uno scaricatore di porto, rido troppo forte, faccio sempre di testa mia tranne quando ho ragione sul serio, non mi piace nulla di quel che piace agli altri e non si capisce mai cosa mi passa per la testa. La lista dei miei difetti è lunga il triplo di quella dei pregi ma è più facile da raccontare, perché a meno di non conoscermi bene all'altra non ci credereste mai.
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