you say there's not a lot of me left anymore just leave it alone
<$ E no, dovrei smetterla di scrivere i miei post ascoltando Tori Amos perché ogni volta che finisce una canzone e ne inizia un'altra anche a me vien voglia di cambiare completamente direzione e non dire più quel che volevo dire all'inizio ma qualcos'altro e poi no, cavoli, non ho scritto quel che sentivo il bisogno di scrivere, ma perché? Cinque minuti di silenzio per A Sorta Fairytale, che è sempre vera per ogni x appartenente a N. Punto uno, voglio andare a vivere da sola. Seriamente. Io e un gatto grigio e nessun altro, in un appartamento ai piani alti di un palazzo in una grande città in un paese straniero. E dovrei ricominciare a scrivere, ma questo non è il punto cinque, questa è un'ovvietà: quando sono arrabbiata mi riesce quasi bene, quindi che aspetto?
(ma cosa cazzo sto dicendo?)
Che poi forse la soluzione ovvia al farmi trasportare dalla sequenza delle canzoni è mettere sempre la stessa in repeat.
Punto due, a certe cose è semplicemente impossibile smettere di pensare: fanno parte di te, ti definiscono, e quando te ne accorgi o ti senti una persona migliore o ti senti irrimediabilmente fottuto like me. Forse è per questo che la rabbia a poco a poco sta tornando, che in fin dei conti non voglio nessuno perché mi sembra che tutti sbaglino in partenza, che se non avessi così paura del dolore e dei per sempre mi farei sul serio un tatuaggio, saprei anche quale e saprei anche perché, l'ho sempre saputo, il bello è che nessun altro lo saprebbe mai.
Però non lo farò perché ho paura del dolore e dei per sempre, e perché non ho soldi, e perché devo ancora capire come mai ci sto ripensando proprio adesso; forse non sono mai cresciuta, forse è questo che spiega molte cose.
Punto tre, segnatevi questa data: 9 settembre. Perché se mi bocciano all'esame di stage mollo tutto quanto e vado ad aprire una pasticceria alle Hawaii. Oppure alle isole Samoa, che tanto laggiù esser grassi è un pregio, potrebbero darmi perfino della denutrita. A me. I miei dolci li mangerebbero di sicuro, e poi c'è il mare, vuoi mettere?
Punto quattro, sono arrabbiata, sono moltotantoassai arrabbiata e lo sono come l'adolescente che ero, non come la donna che non voglio diventare. Questo mi rende assurdamente e crudelmente fiera di me stessa, e proprio come allora è una delle poche ancore di salvezza a cui posso aggrapparmi nell'immediato, ma diversamente da allora ho imparato che mostrarla a viso aperto non conviene.
E così sorrido. Arrivano mazzate da ogni parte, e io sorrido. Vorrei gridare, insultare, ferire e invece sorrido. Che poi tutto passa, e mi rendo conto che neanche la mia vita è poi così male, o almeno che in parte me la son voluta io: e non sia mai detto che non sono una che si prende le proprie responsabilità, perché avrò miliardi di difetti ma questo non fa parte dell'elenco.
afterhours. alkaline trio. arctic monkeys. avantasia. bloc party. bright eyes. coldplay. dire straits. dream theater. dresden dolls. franz ferdinand. guns'n'roses. iron maiden. interpol. kate bush. lifehouse. metallica. modena city ramblers. muse. nightwish. nirvana. oasis. pearl jam. pennywise. pink floyd. placebo. radiohead. ramones. sex pistols. ska-p. smashing pumpkins. smiths. sonata arctica. subsonica. system of a down. the bravery. the cure. tool. tori amos. verdena. white stripes. within temptation. yeah yeah yeahs.
To all the ones who tried the most, was I supposed to cheer your efforts? Sorry that I chose so poorly, golly gee am I the poster girl?
(she's the kind of girl who looks for love in all the lonely places. the kind who comes to poker pockets stuffed with kings and aces. she's the kind of girl who only asks you over when it's raining, just to make you lie there catching water dripping from the ceiling.)