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Ultimamente,quando mi siedo davanti al computer,ricordo a malapena una delle mille e più parole che avevo in mente di scrivere.
Ultimamente,e con questo intendo parlare degli ultimi due o tre giorni,tutto ciò che sono sicura di poter ricordare è una canzone che fa così.

All God's children need travelling shoes,
drive your problems from here.
All good people read good books,
now your conscience is clear...
I hear you talk,girl,now your conscience is clear.

Oggi pomeriggio,prima di addormentarmi,ho fatto una riflessione veramente insensata sui nomi...e anche questa,stranamente,me la ricordo.Riflettevo,in particolare,su due nomi,e su quanto non mi siano mai piaciuti,indipendentemente(ovvio,altrimenti la riflessione avrebbe avuto ancora meno senso)dalle persone che li portano.Fin qui,forse,sembra ancora una cosa normale,ma se andassi avanti a spiegare cos'ho pensato,sono sicura che tutto diventerebbe veramente assurdo.Una persona sana di mente non dice certe cose.E infatti io non le dico,le penso e basta,tiè.Ho smesso,ormai,di credere che ci sia qualcuno che è in grado di capire perché le penso.Ci sono persone,e la cosa è apprezzabilissima,che capiscono che le cose che penso hanno una loro logica,e persone che capiscono che in un certo qual modo non sono ridicole come sembrano e per questo non ridono,ma nessuno capisce,se c'è veramente qualcosa da capire.Probabilmente nemmeno io capisco,nemmeno io mi faccio più domande,mi lascio semplicemente trasportare...e poi dimentico,ma non sul serio,soltanto...fino alla prima piccolissima cosa che mi fa ricordare.

I like to think I can be so willed,
And never do what you say...
I'll never hear you,
And never do what you say.

Ecco,scrivere il pezzo là sopra è stata precisamente una di queste piccole cose.Mi ha fatto tornare in mente un discorso,un discorso di quelli incentrati su tutto e su niente che ti illudi di poter scordare facilmente,tanto vuoto pareva.E invece,sorpresa,era talmente "vuoto" che ricordo perfino in quale esatto punto della strada più importante del centro della mia cittadina addormentata è cominciato.Sono malata perché la mia memoria è malata e conserva tutto ossessivamente,temo.O forse non sono malata,ed è normale per tutti conservare da qualche parte un ricordo di ogni singolo secondo in cui siamo stati felici.Era un discorso...partito da non so dove,finito non so come...che parlava di negozi.Negozi dove si comprano vestiti.Uno di quei discorsi in cui si comincia da un determinato punto e non si finisce mai veramente,e in mezzo ci sono un sacco di altri argomenti completamente diversi l'uno dall'altro,che miracolosamente in un modo o nell'altro sembrano tutti collegati.E secondo me,ecco perché ci ripensavo,questi discorsi qui non li fai,come dicono tutti,con una persona a cui non hai niente da dire.No no.L'esperienza,la mia piccolissima ed insignificante parte di esperienza mi insegna che,quando ti trovi davanti a qualcuno a cui non sai cosa dire,ti sforzi di fare un discorso serio e,non riuscendoci,tiri fuori una scemata.Ma non parli per ore,e non parli di tutto.Beh,quasi di tutto.Altrimenti,non sarei qui a ricordare.

 I don't care about their different thoughts,
Different thoughts are good for me.
Up in arms and chaste and whole,
All God's children took their toll.

Non credo di aver avuto l'intenzione di parlare di questo,comunque.Nelle mie intenzioni,probabilmente,c'era qualcos'altro,ma nemmeno questo mi dispiace,non sono andata fuori tema,no davvero.Il tema è...il senso,credo.Non ho mai smesso di chiedermi qual è il senso delle cose che faccio,e non sopporto quando c'è qualcosa che non capisco,un motivo,una spiegazione,qualcosa.Le cose che non capisco non mi piacciono.In molte cose manco di determinazione,ma non in questa,nel voler capire tutto.Se appena qualcosa mi sfugge,mi ci fermo finché non ho trovato il punto.E questo,anche se non semba,è un difetto,perché mi impedisce di andare avanti.Quante cose posso non aver capito in 18 anni,e quante me ne restano da non capire in futuro?Non posso fermarmi su tutte,non posso risolverle tutte,eppure per colpa di questo mio strano carattere non riesco ad evitare di restare bloccata.

Look my eyes are just holograms,
Look your love has drawn red from my hands,
From my hands you know you'll never be
More than twist in my sobriety.

L'eccezione che conferma la regola,eccola qua.Le canzoni.Le canzoni che non capisco,le trovo affascinanti.Alcune preferisco continuare a non capirle,perché sento che se ne scoprissi il significato sarebbe talmente diverso da quello che ho immaginato io che crollerebbe tutto il mondo che ci ho costruito dietro.Certe canzoni,come questa o 1979(anche se 1979 resta ancora dieci gradini sopra tutte le altre),per me sono speciali perché per me,e solo per me,ogni singola parola,nel suo contesto e anche fuori da questo,ha un suo significato.Posso applicare queste parole alla mia vita e associarle a momenti particolari o a cose che penso,oppure pensarle semplicemente come parole che stanno dentro a una canzone,e vedere l'effetto che mi fanno.Come i nomi.Parole che suonano bene,parole che suonano male,parole che vorrei sentirmi dire dalla stessa voce di chi canta,e con la stessa intonazione,lo stesso accento.Parole che vorrei aver scritto io,parole che non saprei mai dire,per concetti che non saprei mai esprimere così bene.
Sì,vorrei proprio imparare ad usarle,le parole.
Uh,sì.E un giorno,credo,vi spiegherò cosa vuol dire,per me,1979.Sarà una cosa lunga,credo...e credo che parlerà di me,e di una domenica di novembre,e di un altro posto preciso della città addormentata di cui sopra.Il canale,e la strada che lo costeggia.E un incrocio.E mille altre cose ancora.

permalink | commenti (2)
CrystalDark ha scritto in thinking back @  20:47
Music

afterhours. alkaline trio. arctic monkeys. avantasia. bloc party. bright eyes. coldplay. dire straits. dream theater. dresden dolls. franz ferdinand. guns'n'roses. iron maiden. interpol. kate bush. lifehouse. metallica. modena city ramblers. muse. nightwish. nirvana. oasis. pearl jam. pennywise. pink floyd. placebo. radiohead. ramones. sex pistols. ska-p. smashing pumpkins. smiths. sonata arctica. subsonica. system of a down. the bravery. the cure. tool. tori amos. verdena. white stripes. within temptation. yeah yeah yeahs.

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To all the ones who tried the most, was I supposed to cheer your efforts? Sorry that I chose so poorly, golly gee am I the poster girl?

(she's the kind of girl who looks for love in all the lonely places. the kind who comes to poker pockets stuffed with kings and aces. she's the kind of girl who only asks you over when it's raining, just to make you lie there catching water dripping from the ceiling.)

ABOUT ME
Iris Trouble Bellamy. Ventidue anni all'anagrafe, quindici senza trucco in faccia, come età mentale a volte diciotto e a volte quaranta ma mai al momento giusto. Risparmiatevi la fatica di etichettarmi: sono troppo vecchia e grassa per essere emo, troppo fèscion per dirmi alternativa e troppo stramba per essere qualunque altra cosa. Se proprio non potete farne a meno chiamatemi "maledetta rompicoglioni", che poi è la verità.
Ebbene sì. Parlo come uno scaricatore di porto, rido troppo forte, faccio sempre di testa mia tranne quando ho ragione sul serio, non mi piace nulla di quel che piace agli altri e non si capisce mai cosa mi passa per la testa. La lista dei miei difetti è lunga il triplo di quella dei pregi ma è più facile da raccontare, perché a meno di non conoscermi bene all'altra non ci credereste mai.
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