and became famous that day in november.

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Questo, mettiamolo in chiaro subito, sarà il post delle Invettive Senza Costrutto.
No, niente, è che mi son resa conto che è davvero troppo tempo che non mi servo del blog per i suoi consueti scopi, vale a dire lamentarmi in modo deliziosamente irritante delle inutili cazzate che alimentano la mia ormai arcinota tendenza al melodramma. L'unica differenza con le solite colonne di piagnistei è che stavolta, invece che in un unico blocco, li dividerò ordinatamente per destinatario. E che poi non si dica che sono ripetitiva, eh.

1. Per cominciare, un pietoso soliloq...EHM, una profonda ed introspettiva ricerca del lume dell'intelletto.
"Comunicazione di servizio: Cervello chiama Neurone, Cervello chiama Neurone, allarme rosso.
Neurone, dove cazzo sei finito? Se non te ne sei ancora reso conto è il 23 ottobre, quindi poche balle e mettiti al lavoro, che di tempo per fissare la pagina bianca di Word con aria sognante ascoltando i Postal Service non ce n'è più."
"..."
"Cervello a Neurone, mi ricevi?"
"..."
" Oh, diavolo, è caduta la linea."
(Il guaio di avere un solo neurone funzionante è che se quello non vuol rispondere, sono incontrovertibilmente fregata.. Quindi fondamentalmente anche oggi il mio pomeriggio si riduce al sorriso ebete che faccio canticchiando D.C. sleeps alone tonight con occhi da triglia in dormiveglia, e porcatroia, se mi spedissero davvero a Washington mi accontenterei di addormentarmi da sola per il resto della mia vita, altro che no).

2. Va ora in onda l'ennesima puntata di "Chi l'ha visto?" e il protagonista è il mio relatore.
Trattasi del simpaticone che una settimana fa mi ha promesso che avrebbe iniziato a leggere i capitoli che io ero andata a Padova apposta per farmi correggere, e non si è ancora fatto sentire. 
Ma vogliamo parlare del dolce ometto che dovrebbe firmarmi la domanda di laurea che vorrei presentare questa settimana, giusto perché fare le cose con un certo anticipo male non fa, e non mi ha ancora dato appuntamento? C'est lui!
E quanto al caro amico che mi ha detto testualmente "si figuri, è chiaro che rispetteremo le scadenze", e non mi ha ancora risposto alle mail, that's obviously him.
Non so voi, ma io ho un brutto presentimento. Anche perché, oltre a questo...

3. ...per la serie "siamo in Italia", quegli instancabili e coscienziosi lavoratori che sono gli addetti alla segreteria studenti (si legga: al luogo di perdizione in cui prossimamente farò almeno due ore di coda per poi scoprire, una volta arrivata alla fine, che nel frattempo lo sportello è stato chiuso) non mi hanno ancora riconosciuto gli esami che ho registrato sei mesi fa.
Ok, calma e sangue freddo.
Anzi, no: non è che qualcuno sa dirmi qual era quel sito internet che spiegava come si costruisce un ordigno casalingo?
(Va da sè che se per un diabolico caso la segreteria studenti di Padova dovesse saltare in aria questa settimana la polizia ci metterebbe cinque secondi a trovare questo post e saltare alle conclusioni sbagliate. Oh, nnnnoooo! E vabbè, pazienza, almeno se non riuscirò a laurearmi a dicembre sarà davvero per un motivo molto serio).

4. "I can't waaaaait, for the weekend to begiiiiin!" (cit. risalente a qualche lustro fa. Ehi, ma la quarta superiore l'ho fatta nel 2003 o nel 2004? No, scherzavo, ma ceeeeerto che me lo ricordo.)
( Fosse almeno una citazione colta avrei potuto sfruttarla per fare bella figura con un'ipotetica anima gemella che si accorge che ho dei gusti musicali veramente da paura; e invece no, è una canzoncina dance del cazzo che spero di non ricordarmi solo io altrimenti è davvero grave.)
Sì insomma, tutto questo per dire che io invece il weekend non lo sto aspettando proprio per niente, anzi, preferirei che passasse rapido e indolore. Almeno la mia ormai consolidata routine da topo di biblioteca prevede un minimo sindacale di vita sociale e l'assunzione di caffeina in dosi più che soddisfacenti, mentre il fine settimana, decisamente, bleah.
Ok, il sabato passi, con un po'd'ingegno qualcosa da fare si trova anche nella desolata città di M.  Ma la domenica? La domenica in questa landa sperduta lontana almeno un'ora di macchina da qualunque posto perlomeno passabile (sia chiaro comunque che nessun riferimento dispregiativo rivolto alla regione Friuli-Venezia Giulia è puramente casuale, eh)?
Già, la domenica: d'accordo che non si può avere tutto dalla vita, ma un appuntamento settimanale fisso con la tristesse preferirei evitarmelo, non so, non mi pare un'idea così assurda. Questa domenica, poi, sarà consacrata al famigerato Capitolo 5, il che a ben pensarci è ancor più triste ,soprattutto se penso che tutta questa buona volontà ha ancora 24 ore per sparire lasciandomi ancora una volta alle prese con la Noia nonché con la schiacciante evidenza che la mia tesi è ancora lontana dall'esser finita.

5. Sì, davvero, ci sarebbe stata una Lamentazione Numero Cinque in programma, ma il mio senso del ridicolo ha appena timbrato il cartellino, quindi evito.
Invece, noto che manca da tempo anche la Trascurabile Rubrica dei Consigli Musicali della Zia Iris, quindi avanti, fate uno sforzo e beccatevi anche questa.
Ecco a voi, gentili utenti, un gruppetto che ancora non capisco se mi piace o no ma dopo quattro anni gli si può anche dare una seconda possibilitàuna canzoncina che non ascoltavo dai secoli dei secoli amen e son contenta di averlo rifatto e i Postal Service che ormai che li ho evocati il danno è fatto.
Ed ora, conscia dell'impossibilità di riguadagnarmi la vostra stima dopo tutto ciò che avete letto (sempre che prima mi si stimasse, e sempre che l'abbiate letto sul serio), passo e chiudo: ciao amici, baci baci, e non dimenticate di votarmi su The Club!

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irisbellamy ha scritto in sfiga days, not ordinary madness, cinismo al potere @  21:10
 

where is my mind.

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Per dire quanto in realtà me ne freghi, al momento, di avere una vita sociale densa di eventi ed incontri: il mio più grande rammarico di questi giorni è l'aver finito "Romanzo criminale" e non aver più nulla da leggere fino alla prossima volta che potrò accettare l'ipotesi nulla H0: l'Iris ha tempo per passare almeno un'ora in libreria E ha soldi contro l'alternativa H1: l'Iris ha quindici euro in contanti che le servono per far benzina e deve studiare...
...
dal che un lettore che abbia un minimo di dimestichezza con la materia capirà che 'sta cazzo di statistica 2 non ha risparmiato neanche uno dei miei neuroni, e un lettore che ne sa quanto me (cioè zero) arriverà alla conclusione che sto impazzendo senza passare per il linguaggio specifico della verifica d'ipotesi.

Faccio frasi troppo lunghe e uso troppe virgole, sì, lo ammetto: problemi? Bah.

Poi vabbè, riflettendoci un po'su mi accorgo che sono proprio lontani i tempi in cui riempivo questo blog di inutilissimi e gustosi resoconti della mia vita da Desperate Housewife costantemente impegnata a cercare il senso della sua risibile esistenza e a immaginare fantasiosi sviluppi per la sua non rilevante vita sentimentale, ma il punto non è che mancano le cose da dire, è proprio che non riesco a dirle come voglio io.

Una volta una certa persona mi ha accusata di vivere di puro sarcasmo.
E non lo so quanto mi stesse accusando, in fin dei conti, perché stiamo parlando di una persona che mi ha fottuto il cervello long time ago, ed eravamo ancora nel periodo in cui qualunque cosa dicesse prima di pervenire alla parte fredda e razionale del mio cervello veniva filtrata dalla parte paranoica-oddio-nonglipiaccio?
Quindi magari non era un'accusa, era una semplice constatazione e non gliene fregava un cazzo; fatto sta che credo sia stato da quel momento che ho deciso di lasciar perdere.
(Cioè, che non gliene fregasse un cazzo è poco ma sicuro. Heh. C'est la vie, ogni lasciata è persa, non si piange sul latte versato, sì tesoro sto parlando proprio di te, spero che nel frattempo il tuo avatar o comecazzosichiama di World of Warcraft sia morto male, bacini ciao.)
Tutto questo per dire che a me, personalmente, il sarcasmo piace. Mi piace essere sarcastica e adoro quando lo sono gli altri, e quando dico cose un po'ciniche non è un cazzo di meccanismo di difesa per non essere ferita nel profondo del mio cuoricino tenero, io ci credo davvero.
Ok, magari (magari, eh) non è poi così strano che questo mi crei un certo numero di grossi problemi nel relazionarmi con gli altri. Ma non è che essere dolce e carina mi riesca meglio, badate: anzi, tutte le volte che provo a fare la persona normale mi sento talmente a disagio che qualunque cosa mi esca di bocca suona, che so, come l'ennesima sentenza  del cazzo sputata a caso da uno di quegli odiosi bambini delle pubblicità a cui personalmente sparerei un colpo ogni maledetta volta che sento la loro voce da efebo angelicato declamare allegramente "mamma, ho contato cinquantasette gocce di cioccolato nella mia merendina!" (cit., più o meno). Ecco.

Non dico che sia facile capirmi...solo, trovo triste che per ogni singola persona che fa lo sforzo di provarci ne esista un altro centinaio che non solo se ne strafotte, il che sarebbe tutto sommato accettabile, ma ha già pronta la faccia disgustata di default per qualunque cosa io possa dire. E trovo ancor più triste sapere con un ragionevole grado di certezza che per alcune (poche) di queste persone non è questione di cattiveria o di stupidità, è solo che era, è stato, è il momento sbagliato.
Fondamentalmente è per questo motivo che al momento non vado esattamente pazza per la gente. Meglio sola, dico io. Meglio contarli sulle dita di una mano, quelli degni, e andare avanti di testa mia.

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irisbellamy ha scritto in thinking back, cinismo al potere @  19:31
 

you say there's not a lot of me left anymore just leave it alone

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E no, dovrei smetterla di scrivere i miei post ascoltando Tori Amos perché ogni volta che finisce una canzone e ne inizia un'altra anche a me vien voglia di cambiare completamente direzione e non dire più quel che volevo dire all'inizio ma qualcos'altro e poi no, cavoli, non ho scritto quel che sentivo il bisogno di scrivere, ma perché?

Cinque minuti di silenzio per A Sorta Fairytale, che è sempre vera per ogni x appartenente a N.
(ma cosa cazzo sto dicendo?)
Che poi forse la soluzione ovvia al farmi trasportare dalla sequenza delle canzoni è mettere sempre la stessa in repeat. 

Punto uno, voglio andare a vivere da sola. Seriamente. Io e un gatto grigio e nessun altro, in un appartamento ai piani alti di un palazzo in una grande città in un paese straniero.

Punto due, a certe cose è semplicemente impossibile smettere di pensare: fanno parte di te, ti definiscono, e quando te ne accorgi o ti senti una persona migliore o ti senti irrimediabilmente fottuto like me. Forse è per questo che la rabbia a poco a poco sta tornando, che in fin dei conti non voglio nessuno perché mi sembra che tutti sbaglino in partenza, che se non avessi così paura del dolore e dei per sempre mi farei sul serio un tatuaggio, saprei anche quale e saprei anche perché, l'ho sempre saputo, il bello è che nessun altro lo saprebbe mai.
Però non lo farò perché ho paura del dolore e dei per sempre, e perché non ho soldi, e perché devo ancora capire come mai ci sto ripensando proprio adesso; forse non sono mai cresciuta, forse è questo che spiega molte cose.

Punto tre, segnatevi questa data: 9 settembre. Perché se mi bocciano all'esame di stage mollo tutto quanto e vado ad aprire una pasticceria alle Hawaii. Oppure alle isole Samoa, che tanto laggiù esser grassi è un pregio, potrebbero darmi perfino della denutrita. A me. I miei dolci li mangerebbero di sicuro, e poi c'è il mare, vuoi mettere?

Punto quattro, sono arrabbiata, sono moltotantoassai arrabbiata e lo sono come l'adolescente che ero, non come la donna che non voglio diventare. Questo mi rende assurdamente e crudelmente fiera di me stessa, e proprio come allora è una delle poche ancore di salvezza a cui posso aggrapparmi nell'immediato, ma diversamente da allora ho imparato che mostrarla a viso aperto non conviene.
E così sorrido. Arrivano mazzate da ogni parte, e io sorrido. Vorrei gridare, insultare, ferire e invece sorrido. Che poi tutto passa, e mi rendo conto che neanche la mia vita è poi così male, o almeno che in parte me la son voluta io: e non sia mai detto che non sono una che si prende le proprie responsabilità, perché avrò miliardi di difetti ma questo non fa parte dell'elenco.

E dovrei ricominciare a scrivere, ma questo non è il punto cinque, questa è un'ovvietà: quando sono arrabbiata mi riesce quasi bene, quindi che aspetto?

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irisbellamy ha scritto in viaggi mentali, not ordinary madness, cinismo al potere @  21:13
Music

afterhours. alkaline trio. arctic monkeys. avantasia. bloc party. bright eyes. coldplay. dire straits. dream theater. dresden dolls. franz ferdinand. guns'n'roses. iron maiden. interpol. kate bush. lifehouse. metallica. modena city ramblers. muse. nightwish. nirvana. oasis. pearl jam. pennywise. pink floyd. placebo. radiohead. ramones. sex pistols. ska-p. smashing pumpkins. smiths. sonata arctica. subsonica. system of a down. the bravery. the cure. tool. tori amos. verdena. white stripes. within temptation. yeah yeah yeahs.

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Brushes © Sanami276 & Yasny-Chan
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Layout © Me
Words © The Dresden Dolls - "Dirty Business"
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To all the ones who tried the most, was I supposed to cheer your efforts? Sorry that I chose so poorly, golly gee am I the poster girl?

(she's the kind of girl who looks for love in all the lonely places. the kind who comes to poker pockets stuffed with kings and aces. she's the kind of girl who only asks you over when it's raining, just to make you lie there catching water dripping from the ceiling.)

ABOUT ME
Iris Trouble Bellamy. Ventidue anni all'anagrafe, quindici senza trucco in faccia, come età mentale a volte diciotto e a volte quaranta ma mai al momento giusto. Risparmiatevi la fatica di etichettarmi: sono troppo vecchia e grassa per essere emo, troppo fèscion per dirmi alternativa e troppo stramba per essere qualunque altra cosa. Se proprio non potete farne a meno chiamatemi "maledetta rompicoglioni", che poi è la verità.
Ebbene sì. Parlo come uno scaricatore di porto, rido troppo forte, faccio sempre di testa mia tranne quando ho ragione sul serio, non mi piace nulla di quel che piace agli altri e non si capisce mai cosa mi passa per la testa. La lista dei miei difetti è lunga il triplo di quella dei pregi ma è più facile da raccontare, perché a meno di non conoscermi bene all'altra non ci credereste mai.
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...e basta.