and became famous that day in november.
<$ Questo, mettiamolo in chiaro subito, sarà il post delle Invettive Senza Costrutto. 1. Per cominciare, un pietoso soliloq...EHM, una profonda ed introspettiva ricerca del lume dell'intelletto. 2. Va ora in onda l'ennesima puntata di "Chi l'ha visto?" e il protagonista è il mio relatore. 3. ...per la serie "siamo in Italia", quegli instancabili e coscienziosi lavoratori che sono gli addetti alla segreteria studenti (si legga: al luogo di perdizione in cui prossimamente farò almeno due ore di coda per poi scoprire, una volta arrivata alla fine, che nel frattempo lo sportello è stato chiuso) non mi hanno ancora riconosciuto gli esami che ho registrato sei mesi fa. 4. "I can't waaaaait, for the weekend to begiiiiin!" (cit. risalente a qualche lustro fa. Ehi, ma la quarta superiore l'ho fatta nel 2003 o nel 2004? No, scherzavo, ma ceeeeerto che me lo ricordo.) 5. Sì, davvero, ci sarebbe stata una Lamentazione Numero Cinque in programma, ma il mio senso del ridicolo ha appena timbrato il cartellino, quindi evito.
No, niente, è che mi son resa conto che è davvero troppo tempo che non mi servo del blog per i suoi consueti scopi, vale a dire lamentarmi in modo deliziosamente irritante delle inutili cazzate che alimentano la mia ormai arcinota tendenza al melodramma. L'unica differenza con le solite colonne di piagnistei è che stavolta, invece che in un unico blocco, li dividerò ordinatamente per destinatario. E che poi non si dica che sono ripetitiva, eh.
"Comunicazione di servizio: Cervello chiama Neurone, Cervello chiama Neurone, allarme rosso.
Neurone, dove cazzo sei finito? Se non te ne sei ancora reso conto è il 23 ottobre, quindi poche balle e mettiti al lavoro, che di tempo per fissare la pagina bianca di Word con aria sognante ascoltando i Postal Service non ce n'è più."
"..."
"Cervello a Neurone, mi ricevi?"
"..."
" Oh, diavolo, è caduta la linea."
(Il guaio di avere un solo neurone funzionante è che se quello non vuol rispondere, sono incontrovertibilmente fregata.. Quindi fondamentalmente anche oggi il mio pomeriggio si riduce al sorriso ebete che faccio canticchiando D.C. sleeps alone tonight con occhi da triglia in dormiveglia, e porcatroia, se mi spedissero davvero a Washington mi accontenterei di addormentarmi da sola per il resto della mia vita, altro che no).
Trattasi del simpaticone che una settimana fa mi ha promesso che avrebbe iniziato a leggere i capitoli che io ero andata a Padova apposta per farmi correggere, e non si è ancora fatto sentire.
Ma vogliamo parlare del dolce ometto che dovrebbe firmarmi la domanda di laurea che vorrei presentare questa settimana, giusto perché fare le cose con un certo anticipo male non fa, e non mi ha ancora dato appuntamento? C'est lui!
E quanto al caro amico che mi ha detto testualmente "si figuri, è chiaro che rispetteremo le scadenze", e non mi ha ancora risposto alle mail, that's obviously him.
Non so voi, ma io ho un brutto presentimento. Anche perché, oltre a questo...
Ok, calma e sangue freddo.
Anzi, no: non è che qualcuno sa dirmi qual era quel sito internet che spiegava come si costruisce un ordigno casalingo?
(Va da sè che se per un diabolico caso la segreteria studenti di Padova dovesse saltare in aria questa settimana la polizia ci metterebbe cinque secondi a trovare questo post e saltare alle conclusioni sbagliate. Oh, nnnnoooo! E vabbè, pazienza, almeno se non riuscirò a laurearmi a dicembre sarà davvero per un motivo molto serio).
( Fosse almeno una citazione colta avrei potuto sfruttarla per fare bella figura con un'ipotetica anima gemella che si accorge che ho dei gusti musicali veramente da paura; e invece no, è una canzoncina dance del cazzo che spero di non ricordarmi solo io altrimenti è davvero grave.)
Sì insomma, tutto questo per dire che io invece il weekend non lo sto aspettando proprio per niente, anzi, preferirei che passasse rapido e indolore. Almeno la mia ormai consolidata routine da topo di biblioteca prevede un minimo sindacale di vita sociale e l'assunzione di caffeina in dosi più che soddisfacenti, mentre il fine settimana, decisamente, bleah.
Ok, il sabato passi, con un po'd'ingegno qualcosa da fare si trova anche nella desolata città di M. Ma la domenica? La domenica in questa landa sperduta lontana almeno un'ora di macchina da qualunque posto perlomeno passabile (sia chiaro comunque che nessun riferimento dispregiativo rivolto alla regione Friuli-Venezia Giulia è puramente casuale, eh)?
Già, la domenica: d'accordo che non si può avere tutto dalla vita, ma un appuntamento settimanale fisso con la tristesse preferirei evitarmelo, non so, non mi pare un'idea così assurda. Questa domenica, poi, sarà consacrata al famigerato Capitolo 5, il che a ben pensarci è ancor più triste ,soprattutto se penso che tutta questa buona volontà ha ancora 24 ore per sparire lasciandomi ancora una volta alle prese con la Noia nonché con la schiacciante evidenza che la mia tesi è ancora lontana dall'esser finita.
Invece, noto che manca da tempo anche la Trascurabile Rubrica dei Consigli Musicali della Zia Iris, quindi avanti, fate uno sforzo e beccatevi anche questa.
Ecco a voi, gentili utenti, un gruppetto che ancora non capisco se mi piace o no ma dopo quattro anni gli si può anche dare una seconda possibilità, una canzoncina che non ascoltavo dai secoli dei secoli amen e son contenta di averlo rifatto e i Postal Service che ormai che li ho evocati il danno è fatto.
Ed ora, conscia dell'impossibilità di riguadagnarmi la vostra stima dopo tutto ciò che avete letto (sempre che prima mi si stimasse, e sempre che l'abbiate letto sul serio), passo e chiudo: ciao amici, baci baci, e non dimenticate di votarmi su The Club!
I told you that I was trouble, you know that I'm no good
<$ (on air: la Amy, che ci sta sempre. Ricordarmi di fare il cd, ricordarmi di fare il cd, ricordarmi...al diavolo, non ho nemmeno comprato i cd vuoti.) Comunque. Cazzo, sì, ecco: sono sconvolta-e-turbata. Sento che la Legge della Sfiga è in agguato e temo di sapere benissimo come colpirà stavolta, ma non c'è modo di evitare la tempesta o accelerare il corso delle cose, quindi per ora me ne sto qui a sconvolgermi e turbarmi e mangiare gelato. E ok, mi rendo perfettamente conto che una frase del genere fa tanto ovvietà-alla-Grey's-Anatomy, ma vogliamo lasciar perdere per favore? Che del motivo di tanto sconforto non ho poi tutta 'sta voglia di parlare, tanto a che servirebbe, eh? Nessuno può farci nulla, perlomeno nessuno che stia dalla mia parte. Tanto ormai mi sono rassegnata a laurearmi nel duemilamai, quindi di che mi preoccupo, eh. Poi si sarebbe anche fatta l'ora di tornare a lavoro, per dire. Però se ho cominciato questo post non era per scrivere le puttanate soprastanti ma una ben peggiore, quindi non sia mai che me ne vado senza aver assolto il mio compito.
Non sono per niente soddisfatta del mio stato d'animo attuale.
Tanto per cominciare dai sintomi più recenti, non so quanto opportuno sia stato risolvere la totalità del mio pranzo nell'ultimo fatale agguato alla vaschetta di gelato che tengo in freezer per i tempi bui; ma essendo questi tempi non esattamente luminosi, e visto che non ne era rimasto poi tanto, e visto che fa caldo e non avevo voglia di zuppa di verdure bollente, tenterò di sospendere il mio giudizio almeno per questa volta.
(che poi, io mi lamento quasi quotidianamente di quanto ogni mio patetico sbalzo d'umore trovi la sua degna conclusione in una montagna di cibo, ma forse non mi rendo conto che in fondo non esagero poi così tanto, e che se davvero volessi potrei fare di molto peggio. Forse oggi non me ne rendo conto perché sono sconvolta e turbata, ecco. Però, però...)
(sto recuperando bevendo caffè amaro, comunque. E non per masochismo, semplicemente ho dimenticato di mettere lo zucchero e non ho voglia di alzarmi di nuovo. Che genio.)
Sono troppo sconvolta-e-turbata per pensare a questo, forse, però prima che mi passi di testa, ecco, vorrei solo dire che mi sono resa conto da poco di quanto in realtà io ci abbia creduto.
A you're the colour, you're the movement and the spin e al giorno in cui l'ho scoperta e la mettevo sempre in repeat, fino a rischiare di far tardi per uscire perché non volevo spegnere prima che fosse arrivata un'altra volta alla fine.
A Miss Vincent.
A quello che sembrava impossibile, e poi possibile, e poi impossibile di nuovo, e così via finché non s'è perso del tutto.
Al caso, alla fortuna, al destino.
Perché lo so che non sono una persona facile, ma ci credevo davvero, e se c'è mai stato un modo per superare la mia non-facilità, so che era quello. Lo so per certo, e so anche che non si ripeterà mai più.
have you lost your breath or maybe that's me tearing out your lungs.
<$ Siccome ci tengo proprio ad aggiungere un'altra voce alla Lista della Sfiga delle ultime settimane, udite udite, ho scelto la tesi. Ed ho un relatore di merda. Vabeh, non così di merda come certi altri (ehi, ho evitato il prof di statistica! E quello di aziendale! E la vecchia strega acida di programmazione! Guardiamo il lato positivo, dai...) , ma sicuramente se quella massa di stronzi della facoltà si fosse degnata di farci sapere i nomi prima della scelta avrei evitato pure lui (sottotitolo: cazzo lo sapevo che dovevo sceglier la tesi di diritto privato. Sottotitolo/2: devo trovare e uccidere quello che ha scelto il titolo che volevo io. Fatti avanti, tesorino, prometto che non ti torturerò per più di un'ora). Per il resto? Beh. Sono tornata dalla Francia con la ferma intenzione, prima di incolpare chiunque altro dei miei problemi, di eliminare tutti i motivi per cui si potesse dire che la responsabilità era anche mia. E lo sto facendo, mi riesce non troppo male, continuo a farlo, ma la situazione non migliora. Quindi ok, forse almeno stavolta non ho poi tanto la coda di paglia se dico che il mio impegno non basta.
Dal piano di sotto mi arrivano le gioiose note di nonsopiùquale canzone di Beyoncé (che mi sta sommamente antipatica, tra le altre), dato che il mio stato di solitudine forzata fino alle 9 di sera non ha saputo produrre nulla di più creativo che accendere la tv e sintonizzarla su un canale a caso, e qui le riflessioni si fanno drammatiche, del genere "ecco, se fossi bella come una popstar potrei lasciarmi alle spalle tutte le mie tragicomiche sventure e vivere felicemente facendomi credere stupida e posando per servizi fotografici di alta moda ma sono un cesso e quindi non vado bene neanche per i fotoromanzi del Cioè", ma non importa, non importa, non importa se non ho un cazzo di nessuno con cui parlare e un miliardo di cose non esattamente facili da dire.
Però la mia altra intenzione era di smetterla di parlare di me e cercare di ascoltare, per tutte le volte che tento di farlo con tutto il cuore e mi riesce un po'meno bene di quel che vorrei. Quindi la smetto, sul serio, e ricomincio a cercare di sdrammatizzare, che pare che sia quello che la gente vuol sentire. Anche se la mia vis comica un po' l'ho persa, o forse è solo un po'più amara o sottile o patetica di quel che è lecito. Anche se ho bisogno di tanto amore o in alternativa di un'enorme vaschetta di gelato, e per congiunzioni astrali negative o spiccata coscienza morale non posso avere nessuno dei due. Mannaggia ai pantaloni che non mi entrano più, che siano maledetti pure loro.
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To all the ones who tried the most, was I supposed to cheer your efforts? Sorry that I chose so poorly, golly gee am I the poster girl?
(she's the kind of girl who looks for love in all the lonely places. the kind who comes to poker pockets stuffed with kings and aces. she's the kind of girl who only asks you over when it's raining, just to make you lie there catching water dripping from the ceiling.)