On the boundary you don't need my love.
<$ Alright. Non so come cominciare questo post senza sembrare patetica, molto probabilmente perché sono patetica e ancor più patetico sarebbe un tentativo di nasconderlo, quindi bando alle cazzate, lo racconto e basta. Ieri sera. Non avevo particolari motivi per mettermi a correre. Di solito lo faccio quando sono sconvolta o arrabbiata o nervosa, e ieri non ero nessuna di queste tre cose. Però, boh, ero un po' inquieta: sarà stato il buio che cominciava a calare, sarà stato il silenzio quasi totale rotto solo dall'abbaiare indistinto dei cani, sarà stata la strada deserta e troppo lunga davanti a me. Così ho cominciato a correre, un passo dopo l'altro, e come al solito troppo veloce. ...ecco. L'ho ascoltata due volte prima di decidermi ad alzarmi e andar via.
Niente di trascendentale, eh, ho semplicemente alzato il culo dalla sedia che ormai sta diventando una mia scomoda appendice visto tutto il tempo che ci passo a tentare di scrivere la tesi. E, e, e...e sono uscita a passeggiare. Strade sconnesse, i poco bucolici campi friulani, solita roba. Ma l'estate sta finendo (anzi, tecnicamente sarebbe già finita, solo che qua a Udine fa ancora abbastanza caldo. A Udine fa ancora caldo, stupefacente, signori!) e presto sarà troppo buio per fare ancora queste belle cose, e poi, diciamocelo, dopo aver passato l'ennesimo pomeriggio incollata al computer a scrivere la tesi il pensiero di restare un'altra ora chiusa in casa mi faceva orrore.
Ho corso in salita, ho corso finché non mi è mancato il fiato, ho corso fin su in cima, fino al belvedere.
Di solito è pieno di coppiette. Stupidi adolescenti col motorino truccato parcheggiato un po'più in là, già ti immagini la scena da fotoromanzo di serie B, lui che sussurra dolcemente vieni con me, ti porterò in un posto che non dimenticherai mai e lei che rigorosamente senza casco si stringe a lui per paura di cadere e assapora la sensazione del vento tra i capelli. Vecchietti curvi che respirano a fatica, e ti danno l'impressione che una volta seduti su una panchina non si alzeranno più. Altra gente. Gente che ti guarda strano se sei da solo, come se non avessi un motivo altrettanto valido per essere capitato proprio lì.
Ieri sera, invece, non c'era nessuno.
Mi sono seduta sul muretto, è il posto che preferisco. Mi sono seduta e ho guardato il tramonto, e non perché fosse mia precisa intenzione sfidare la malinconia a quel modo ma perché dopo aver corso in salita al di sopra delle mie possibilità avevo la gola che mi bruciava, le gambe che tremavano e anche se avessi voluto non credo che sarei riuscita a rimettermi in piedi tanto facilmente.
Però, però.
C'era una vista pazzesca, i colori del tramonto e la luna alta in cielo da una parte, il buio che avanzava e le luci della città dall'altra. La linea dell'orizzonte, così marcata, così netta, per chilometri.
E poi avevo messo una canzone che sì, insomma,
You're the color, you're the movement and the spin.
Never.
Could it stay with me the whole day long?
Fail with consequence, lose with eloquence and smile.
You're not in this movie, you're not in this song.
Never.
Due volte, anche se non è una canzone da settembre inoltrato.
E' piuttosto una canzone da inverno. Da sera che scende presto, da salotto accogliente e poco illuminato, da riscaldamento acceso. Oppure da fine giornata, da ritorno a qualcosa a cui appartieni, tra lampioni accesi e freddo pungente sulla pelle. E' decisamente una canzone da inverno, ma ieri tutto sommato non ha stonato.
Anzi, mi ha strappato un sorriso.
Un sorriso che si è tramutato in una strana sorta di euforia, mentre tornavo a casa e avevo già cambiato canzone e mi veniva da cantare fino a perdere la voce.
Domattina avrò le ginocchia distrutte dall'acido lattico, pensavo, ma ne sarà valsa la pena.
"We used to think that sound was something pure."
<$ And I know what must change. Fuck my face. Fuck my name. Bene, avevo scritto un sacco io, stamattina. Avevo scritto tutte le cose che mi stanno piacendo di quest'estate, un sacco di cose a dir la verità, e poi mi sono semplicemente dimenticata di pubblicare il post prima di spegnere il computer. Tipico della sottoscritta, ha-ha.
They are brief and false advertisements for a soul I don't have.
Something true I have lacked and spent my whole life trying to make up for.
But I found in a song and in the people I love.
They will lift me up out of darkness.
Now my door stands open. I am inviting everyone in.
We're gonna laugh, we're gonna drink until the morning comes.
That is what we are going to do.
Tipico anche il fatto che quello che scriverei adesso, a poche ore di distanza, è completamente diverso. E non perché io abbia cambiato umore, quello no, non sprecare un solo attimo della mia attuale sorprendente tranquillità è appunto una delle poche cose che ho espressamente deciso di fare questo mese. E' solo che, come al solito...altri pensieri, altra musica, altro momento, bah.
Stamattina avrei scritto che la testa mi girava da morire, così tanto da non stare in piedi...ma avrei scritto anche che adoro quest'estate quasi come ne ho adorata un'altra ormai troppo lontana per sentirla ancora vagamente possibile, e che sopra a tutto adoro questa sensazione di aver ritrovato qualcosa che negli ultimi mesi, negli ultimi anni avevo perso mio malgrado. Ritrovato, beh: non certamente nella sua interezza e perfezione ma comunque, comunque in un modo che rende tutto quanto perlomeno sopportabile. E a volte, anzi spesso, perfino piacevole.
Ora scriverei cose ben più banali, perché in fondo non è successo molto nel frattempo. Se proprio devo trovare qualcosa che mi turba, ecco, potrebbe essere l'ennesima domanda di mia madre su quel che ho deciso di fare dopo la laurea ma no, nemmeno questo è poi così preoccupante, entra da un orecchio ed esce dall'altro, così.
Questo non è il momento giusto per decidere; non è il momento giusto neanche per pensarci, no. Non è il momento giusto per l'autodistruzione, qui ed ora c'è solo...pace, ecco. Pace con me stessa, una volta tanto. E la festeggerei, la celebrerei con qualcosa di vistoso e chiassoso come si celebra qualcosa che si è aspettato talmente tanto da perdere le speranze, inviterei cinquanta persone, metterei la musica a tutto volume e ballerei in giro per la stanza, che so, canterei, riderei fino alle lacrime. Lo farei, se non sapessi che già trovare una o due persone che non se ne sbattano altamente della mia pace interiore sarebbe difficile, figuriamoci cinquanta. Ma oh, non posso pretendere, né lo voglio: perché la cosa più rincuorante, la più insperata, la più strana in fondo è sapere che sono in grado di volermi bene per più di una settimana di fila.
when you're out of the blue and into the black.
<$ Attenzione attenzione, sto per scrivere un post felice e soddisfatto! Da quanto non capitava? [Gente, contrariamente a ogni ragionevole previsione non sto scrivendo per punti! Ma che è successo? Avanti, avanti, sfruttiamo questo stato di grazia finché è possibile.] Insomma, dicevamo. Sto bene, nessun evidente motivo di nevrosi turba la mia quiete e sembra che, probabilmente per la prima volta in vita mia, mi stia comportando più come una persona adulta che come un'odiosa bambina delle elementari. Non sempre, sia ben chiaro. Sarebbe un po'da stupida illudermi che le cose stiano finalmente cominciando a girare per il verso giusto solamente perché ho cominciato a parlare un po'più seriamente con mia madre, ho smesso di mangiarmi le unghie (e vedeste quanto sono belle ora...se resisto un altro mese giuro che realizzo uno dei miei sogni di fèscion victim: la manicure. Non ora, non ora...ho già lasciato giù troppi soldi alla parrucchiera sabato, buon dio), ho deciso che in un futuro prossimo andrò da un dietologo e mi sto seriamente impegnando per laurearmi entro la fine dell'anno. Figuriamoci, bastasse questo...però osservo anche gli altri, e lo stupore talvolta misto ad ammirazione con cui ora mi guardano le persone che già prima mi volevano bene. Qualcosa di diverso dovrà pur esserci, no? Quest'aura di maturità che sembra essersi posata su di me non mi dispiace. Anche se forse non è maturità vera e propria, è piuttosto calma, serenità arrivata chissà come e chissà da dove. Questo post mi piace, finora. Questo significa che è mio dovere morale rovinarlo; e quindi passiamo ai meri fatti, che di profondo hanno ben poco, ma grazie al cielo qualche stupidata da raccontare ce l'ho ancora.
(probabilmente non è passato così tanto tempo, ma non c'ho voglia di controllare, quindi.)
Manco a dirlo ho voglia di scriverlo per punti. Ho la netta impressione che la mia testa funzioni esattamente così dato che ormai anche al telefono con mia madre parlo per elenchi numerati, ma in fondo so che mi volete bene lo stesso anche se ho un elaboratore di testi al posto del cervello. Veeeero?
Woo-hoo, sono proprio contenta! No, sul serio. A parte i discorsi stupidi che ormai non smetterò più di fare, neanche quando avrò 90 anni (speremo ben) e una cinquantina di malattie assortite, da un mesetto a questa parte sono immersa in quest'atmosfera di pura calma zen che mi fa stare proprio bene e, sorprendentemente, neanche la Legge della Sfiga mi sta creando problemi (anche se, a tal proposito, va ricordato uno degli Assiomi Fondamentali del Teorema della Sfiga: non meravigliarti se la Legge non attua il suo piano A, molto probabilmente sta per mettere in pratica il B e se lo fa è sicuramente per distoglierti dalla preparazione del C).
Per certi altri versi non ci penso per nulla a crescere, sappiatelo. Solo che so bene di che genere di colpi di testa avrei bisogno, e anche se non posso prevedere quanto male faranno (altrimenti che cazzate sarebbero?) è ben diverso dal colpire a caso con rabbia cieca come facevo prima.
Sono forse più bambina adesso di quando avevo, che so, 16 anni. Ma questo l'ho sempre detto, l'ho sempre saputo: chi pensa che sia saggia ora avrebbe dovuto conoscermi allora, e a maggior ragione chi pensa che sia stupida, ma non si può piacere a tutti, c'est la vie.
A volte, con un occhio al passato e la curiosità del futuro, mi chiedo cos'è meglio: potersi guardare indietro con un sorriso pesato e consapevole provando soddisfazione per aver finalmente imparato la lezione, oppure continuare a cercare, a sbattere la testa contro gli ostacoli e gli errori, perché possano esserci ancora lezioni da imparare e sorrisi pesati e consapevoli? Propendo per la seconda, tutta la vita.
A caso, come viene viene:
Ho una macchina e le voglio tanto bene mi sono fatta i capelli scuri e mi sento un po'più bimba felice anche se neri come quand'ero al liceo non li farò mai più ho trovato uno stage, gioia giubilo e gaudio ho preso 28 all'esame di risorse alla faccia di quel fuckin' motherfucker del prof non vedo l'ora di stare a Padova un weekend con le coinquiline portoghesi che qua tutti quanti adoriamo sto diventando bravissima a cucinare pasticcini sono andata al concerto degli ska-p ed è stato una figata (sono quasi morta in mezzo al pogo ma vabbè) sono due mesi (due-mesi-!!) che non litigo con mia madre uhm credo basti così, paso e chiudo e vado a pulire il bagno.
afterhours. alkaline trio. arctic monkeys. avantasia. bloc party. bright eyes. coldplay. dire straits. dream theater. dresden dolls. franz ferdinand. guns'n'roses. iron maiden. interpol. kate bush. lifehouse. metallica. modena city ramblers. muse. nightwish. nirvana. oasis. pearl jam. pennywise. pink floyd. placebo. radiohead. ramones. sex pistols. ska-p. smashing pumpkins. smiths. sonata arctica. subsonica. system of a down. the bravery. the cure. tool. tori amos. verdena. white stripes. within temptation. yeah yeah yeahs.
To all the ones who tried the most, was I supposed to cheer your efforts? Sorry that I chose so poorly, golly gee am I the poster girl?
(she's the kind of girl who looks for love in all the lonely places. the kind who comes to poker pockets stuffed with kings and aces. she's the kind of girl who only asks you over when it's raining, just to make you lie there catching water dripping from the ceiling.)