tell me why I don't like Mondays, I want to shoot the whole day down.

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Questo, invece, potrebbe essere un post del genere "emosità indesiderata", o del genere "mille motivi per cui al contrario di quanto credete non è facile essere me" (che è un sottoinsieme del primo tipo, chiaramente), ma non lo sarà perché mi odio già abbastanza da sola quando faccio così, figuriamoci gli altri. Restiamo sempre sul "che mestizia", però, non vi illudete.

Oggi ho passato una buona decina di minuti a guardare la mia gatta che dormiva su un cuscino del salotto.
La mia bellissima, amatissima gatta. Quando la guardo dormire mi si distende qualcosa in fondo al cuore; quando tendo l'orecchio per ascoltare le sue fusa ricordo qual è uno dei miei suoni preferiti, e quando la fisso negli occhioni gialli dalle pupille nere e dilatate mi sento un po'più serena anch'io.
Oggi è lunedì, un lunedì di novembre grigio ai limiti della sopportazione, e io vorrei tanto essere lei. O un qualsiasi altro gatto domestico, è indifferente.
Sarei decisamente migliore da gatta che da umana. Se fossi un gatto non avrei a che fare con questi attimi spiazzanti in cui sembra quasi che il cuore stia per esplodermi in petto, in cui se mi fermo per un solo secondo a pensare alla direzione che ho preso provo una rabbia e un disgusto talmente istintivi e irrazionali che l'unica è fare un respiro profondo e aspettare che passino così come sono cominciati.
Mi viene il serio sospetto di non saper evitare di fare del male agli altri quando sto bene con me stessa. Forse per il bene dell'umanità dovrei essere sempre inquieta e tormentata, ma sarebbe troppo facile, no?
Qui non siamo per le cose facili né per i compromessi. E' questo che mi state chiedendo? Di stravolgere tutto per venirvi incontro? Mi spiace; non sapete quanto e quanto sinceramente mi dispiace, ma è qualcosa di molto, troppo più grande rispetto a quel che posso dare.

Non so che dire, non so perché lo sto scrivendo, in realtà sono ragionevolmente sicura che non sia altro che uno dei miei soliti stupidi sbalzi di umore, e che passerà appena il media player impostato su "riproduzione casuale" arriverà a una delle canzoni stupide che tengo in memoria apposta per i momenti come questo.
Forse ha a che fare con la ragione stessa per cui scrivo su un blog: certe cose ho assolutamente bisogno di dirle a qualcuno, ma non a chi mi conosce talmente bene da poterne riconoscere ad occhi chiusi la causa prima, non subito, non prima del tempo che serve per prepararmi a dare un altro dispiacere quando, davvero, è l'ultima cosa che vorrei.
Sono cambiata, non sono più quella di una volta. O forse sono sempre stata così ed ogni giorno che passa sono un po'meno brava a nasconderlo.
Ma no, questo non lo ammetteranno mai.
Non posso che chinare la testa davanti all'affetto e alla dedizione, sorridere mestamente per tutto quel che avevo di buono che ora non ho più.
Non posso che scusarmi, formulare nella mia testa richieste di grazia che non avrò mai il coraggio di pronunciare e sperare che capiscano.
Oggi, domani, tra vent'anni. Un giorno, magari, prima o poi.

Se fossi un gatto, di queste cose non dovrei affatto preoccuparmi.

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irisbellamy ha scritto in sick sad me @  17:00
 

have you lost your breath or maybe that's me tearing out your lungs.

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Siccome ci tengo proprio ad aggiungere un'altra voce alla Lista della Sfiga delle ultime settimane, udite udite, ho scelto la tesi. Ed ho un relatore di merda. Vabeh, non così di merda come certi altri (ehi, ho evitato il prof di statistica! E quello di aziendale! E la vecchia strega acida di programmazione! Guardiamo il lato positivo, dai...) , ma sicuramente se quella massa di stronzi della facoltà si fosse degnata di farci sapere i nomi prima della scelta avrei evitato pure lui (sottotitolo: cazzo lo sapevo che dovevo sceglier la tesi di diritto privato. Sottotitolo/2: devo trovare e uccidere quello che ha scelto il titolo che volevo io. Fatti avanti, tesorino, prometto che non ti torturerò per più di un'ora).

Per il resto? Beh.
Dal piano di sotto mi arrivano le gioiose note di nonsopiùquale canzone di Beyoncé (che mi sta sommamente antipatica, tra le altre), dato che il mio stato di solitudine forzata fino alle 9 di sera non ha saputo produrre nulla di più creativo che accendere la tv e sintonizzarla su un canale a caso, e qui le riflessioni si fanno drammatiche, del genere "ecco, se fossi bella come una popstar potrei lasciarmi alle spalle tutte le mie tragicomiche sventure e vivere felicemente facendomi credere stupida e posando per servizi fotografici di alta moda ma sono un cesso e quindi non vado bene neanche per i fotoromanzi del Cioè", ma non importa, non importa, non importa se non ho un cazzo di nessuno con cui parlare e un miliardo di cose non esattamente facili da dire.

Sono tornata dalla Francia con la ferma intenzione, prima di incolpare chiunque altro dei miei problemi, di eliminare tutti i motivi per cui si potesse dire che la responsabilità era anche mia. E lo sto facendo, mi riesce non troppo male, continuo a farlo, ma la situazione non migliora. Quindi ok, forse almeno stavolta non ho poi tanto la coda di paglia se dico che il mio impegno non basta.
Però la mia altra intenzione era di smetterla di parlare di me e cercare di ascoltare, per tutte le volte che tento di farlo con tutto il cuore e mi riesce un po'meno bene di quel che vorrei. Quindi la smetto, sul serio, e ricomincio a cercare di sdrammatizzare, che pare che sia quello che la gente vuol sentire. Anche se la mia vis comica un po' l'ho persa, o forse è solo un po'più amara o sottile o patetica di quel che è lecito. Anche se ho bisogno di tanto amore o in alternativa di un'enorme vaschetta di gelato, e per congiunzioni astrali negative o spiccata coscienza morale non posso avere nessuno dei due. Mannaggia ai pantaloni che non mi entrano più, che siano maledetti pure loro.

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irisbellamy ha scritto in sfiga days, sick sad me, cinismo al potere @  18:18
 

oh, when is enough enough?

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Questo è VERAMENTE emo. Quindi se vi dà fastidio fatemi un favore, non leggetelo e basta.

Perché a volte tutto quanto mi fa talmente schifo che vorrei soltanto potermi chiudere da qualche parte e restarci per giorni e giorni e giorni senza che ci sia bisogno di fare qualcosa che non sia dormire.
Provo una nausea così forte per tutto quel che mi aspetta, che se esistesse un modo per vomitare tutto quello che ho dentro fino a sentirmi così vuota da non esser nemmeno più me stessa, lo farei qui ed ora.
Tutto quanto.
E poi rinascere, e ricominciare da zero, e magari essere la persona migliore che non sono mai stata e non sarò mai, oppure semplicemente qualcuno di forte abbastanza da chiudere gli occhi di fronte all'orrore e costruirsi, seppur a fatica, un piccolo spazio di equilibrio tutto per sè.

Ecco qua.
Cercar di parlarne a qualcuno in particolare è inutile, tanto vale sbandierare il tutto all'orbe terracqueo come se niente fosse, to'.
Ma è chiaro: certe cose o sei me o per quanta buona volontà tu ci metta non le capirai mai. E nonostante ciò un po' meno di indifferenza non guasterebbe, eh. Ma ok, farò da sola anche stavolta, che volete che sia? Solo, non scandalizzatevi se fare da sola passa per mangiare troppo, e correre troppo in macchina con la pioggia, e desiderare alcolici e sigarette e qualche volta concretizzare, e parlare troppo poco se non zero proprio, eccetera.

Pian piano lascerò andare ogni cosa, se continua così. Spero solo che qualcuno voglia aiutarmi a riprender tutto in mano prima di accorgermi che ormai è perso.

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irisbellamy ha scritto in sick sad me @  19:50
Music

afterhours. alkaline trio. arctic monkeys. avantasia. bloc party. bright eyes. coldplay. dire straits. dream theater. dresden dolls. franz ferdinand. guns'n'roses. iron maiden. interpol. kate bush. lifehouse. metallica. modena city ramblers. muse. nightwish. nirvana. oasis. pearl jam. pennywise. pink floyd. placebo. radiohead. ramones. sex pistols. ska-p. smashing pumpkins. smiths. sonata arctica. subsonica. system of a down. the bravery. the cure. tool. tori amos. verdena. white stripes. within temptation. yeah yeah yeahs.

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Brushes © Sanami276 & Yasny-Chan
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Layout © Me
Words © The Dresden Dolls - "Dirty Business"
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To all the ones who tried the most, was I supposed to cheer your efforts? Sorry that I chose so poorly, golly gee am I the poster girl?

(she's the kind of girl who looks for love in all the lonely places. the kind who comes to poker pockets stuffed with kings and aces. she's the kind of girl who only asks you over when it's raining, just to make you lie there catching water dripping from the ceiling.)

ABOUT ME
Iris Trouble Bellamy. Ventidue anni all'anagrafe, quindici senza trucco in faccia, come età mentale a volte diciotto e a volte quaranta ma mai al momento giusto. Risparmiatevi la fatica di etichettarmi: sono troppo vecchia e grassa per essere emo, troppo fèscion per dirmi alternativa e troppo stramba per essere qualunque altra cosa. Se proprio non potete farne a meno chiamatemi "maledetta rompicoglioni", che poi è la verità.
Ebbene sì. Parlo come uno scaricatore di porto, rido troppo forte, faccio sempre di testa mia tranne quando ho ragione sul serio, non mi piace nulla di quel che piace agli altri e non si capisce mai cosa mi passa per la testa. La lista dei miei difetti è lunga il triplo di quella dei pregi ma è più facile da raccontare, perché a meno di non conoscermi bene all'altra non ci credereste mai.
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...e basta.